domenica, 06 aprile 2008

Categoria : separazioni




E' il momento di cambiare aria. Di cambiare "spazio", di modificare la traiettoria.

STRANAMENTE ME STESSA esiste da giugno 2004. Ha cambiato spesso faccia e colori, ma la sostanza è rimasta per lo più la stessa. Un circuito di pensieri vaganti e difficili, pieni di speranza e malinconia, pessimismo e attivismo. In questo blog c'è tutto di me e dopo quasi quattro anni non sento più l'esigenza di scriverci...ho bisogno di un nuovo spazio virtuale dove iniziare un "cammino" nuovo, dove staccarmi un po' da me stessa e parlare del mondo, delle sue forme, della bellezza che può regalare e del terrore che può generare.

Mi sembra strano di chiudere qui l'avventura. Così, alle 19 e qualche minuto di un giorno come tanti, dopo averci vagamente riflettutto per alcuni giorni, per qualche settimana forse. E adesso, mentre scrivo che STRANAMENTE ME STESSA finisce davvero qui, una sensazione particolare mi attraversa il corpo. Alla fine è solo un blog, è vero. Ma qui dentro c'è troppo di me stessa per pensare che non conti nulla.

Grazie a tutti quelli che sono passati di qui, che hanno magari lasciato un commento o che hanno semplicemente letto qua e là i miei post. Grazie a chi mi ha dimostrato stima e a chi è riuscito a capire.

Da oggi inizia un nuovo mondo o, semplicemente, un nuovo blog, sperando che sarà migliore, meno autoreferenziale e più diretto. Oggi inizia "NON DIRMI DI NO".

Chi ne ha voglia, passi a trovarmi.



Postato da Ale_87 il 19:10
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mercoledì, 20 febbraio 2008

Categoria : amore improvviso




Molte cose stanno cambiando nella mia vita. Amicizie. Amori. Prospettive. Mi sento in un divenire un po' troppo incalzante e qualche certezza vacilla al suono dei tamburi. Capire che le persone vanno e vengono come le piogge, che l'amore arriva quando non lo cerchi e quando pensi che sia arrivato, invece, era quello sbagliato. La sensazione che il tempo stringe sempre e comunque, anche quando non hai niente da fare. L'idea che il futuro si scrive nel presente. Ed è vero. Molto vero. La voglia di arrivare e il desiderio di restare fermi, immobili, impalati a guardare il momento o ad aspettarlo.

E' un battere e levare intenso. Pieno di tutto e pieno di niente. Quando anche le parole sono fragili e gli sguardi si abbassano di fronte a quello che non si sa dire. E l'amore...lo scanso come un virus infettivo, come cibo avariato...come tutte le cose peggiori, eppure non ci riesco mai. Prima o poi arrivano gli occhi da incrociare, le spalle da osservare, la voce da riconoscere, la pelle da sfiorare, il sorriso da ricambiare, le parole da scambiare...ed è la fine. La fine di tutto il resto. Di ogni altro interesse, sensazione, preoccupazione. Diventa difficile studiare e seguire le lezioni. Applicarsi senza ammutolire fissando il vuoto. Prendere un appunto senza disegnare cuiricini ovunque. Prima solo qualcuno, dopo un numero imprecisato. E finisco per arrendermi, come ogni volta, ignorando ogni disperato moto della ragione. Del tutto sconnessa e ambigua, imprecisa e disattenta, ammaliata e circospetta, finirò per osservare ogni suo gesto, ogni sillaba, ogni modo di apparire, ogni sfumatura della voce, ogni battito del ciglio...assurdamente mi perderò nell'assurda valutazione degli aspetti più diversi del suo corpo e della sua personalità...e inevitabilmente, tanto che ho osservato, inizierò ad amare anche senza motivo. Diventerà uno stato mentale. Quasi un convincimento autoinflitto, una dimensione fittizia...e non capirò mai se è reale. Non l'ho mai capito.

Mi trema un po' il cuore al pensiero di quest'altra avventura personale, di quest'altro coinvolgimento a senso unico, di quest'altra incommentabile passione...mi tremano, in realtà, tutte le viscere, tutte le membra, tutte le fibre del corpo e si spande un sentimento caldo e ansioso, epidermico e venoso, ripieno di liquore forte e cioccolatoso. Nasceranno le fantasie e le speranze, l'imbarazzo e l'insensato desiderio di incontrarlo. E prima o poi me lo leggerà negli occhi, perchè se li sentirà addosso in un modo molto diverso e nuovo, con un'intezione che affonda nel suo costato e nel suo viso, precisa e ridicola, assolutamente senza ritorno e senza lieto fine.

M'innamorerò di te nel modo che conosco. E avrò voglia di averti e non ti avrò mai. Desidererò un bacio, un abbraccio, una carezza, una battuta che non esisteranno mai...fino a quando le avrò talmente vissute dentro di me, che mi sembrerà che siano accadute e il solo pensiero mi torcerà lo stomaco ogni volta che mi sarai davanti. E' la potenza dell'Eros e l'inezia della Ragione, che mesta e vergognosa, batte in ritirata di fronte alla bellezza dell'emozione.



Postato da Ale_87 il 23:29
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lunedì, 17 dicembre 2007

Categoria : musica




Tanto per far finta di non pensare ad altro...e l'elenco delle dediche si allunga.



Postato da Ale_87 il 17:43



sabato, 01 dicembre 2007

Categoria : follia




Io non credo al destino, ma, in effetti, c'è qualcosa che si accanisce, che si arrampica con i denti sulla vita delle persone e, di riflesso, sulla mia. In effetti c'è un male oscuro che si prende le cose migliori, le persone migliori. E ultimamente pare che abbia sempre a che fare con la mia famiglia. Ormai mi sento quasi assuefatta, come se l'inevitabilità della cosa e l'impossibilità di cambiare il verso degli eventi, mi rendano indifferente. Ma in effetti non sono indifferente. Ogni volta è come sentire un'ombra pesante e corrosiva che oscura qualunque cosa intorno e dentro di me; ogni volta è rivivere lo stesso sentimento, la stessa sensazione di assoluto smarrimento e costernazione. "Noi abbiamo saputo pregare", disse qualche tempo fa una persona di cattivo gusto e, a quanto pare, di estrema ignoranza. Lo disse a chi il dramma lo viveva fresco e vivido sulla pelle. Quasi mi sfiora il dubbio che avesse ragione. E anch'io, così, mi sento estremamente ignorante...del resto, ad un certo punto, gli appigli si rompono.

Postato da Ale_87 il 18:54



domenica, 25 novembre 2007

Categoria : poesie




Avrei da dire

quante distanze appassiscono i miei occhi.

Quante parole mancate disturbano i miei orecchi.

Quante passioni mi bruciano le mani.

Avrei da dire e urlare

quanti abbracci ho sognato svanire e disperdere,

quante dolcezze e carezze.

Avrei da cancellare

molti pensieri senza coda

per sentirmi più leggera e senza sete.



Postato da Ale_87 il 02:43



domenica, 18 novembre 2007

Categoria : musica




E' da molti giorni, ormai, che ascolto ripetutamente le canzoni di questo ragazzo qui sotto. Giovanissimo. 24 anni, nativo di New York, con due nonni italiani (vedi il suo cognome!). E' un musicista (pianoforte) e cantante. Spesso paragonato ad artisti come Michael Bublè, raggiunge il successo negli Stati Uniti e recentemente arriva anche da noi, col singolo "Goodbye Philadelphia", che intasa le radio, contenuto nell'album "EAST OF ANGEL TOWN". Il suo primo disco (2003), titolato col suo nome, racchiude una serie di successi Jazz che Peter reinterpreta abilmente. Bella voce. Ottimo sound. Stile elegante. Dalla classica "Sway" (ascoltatela!) a "Come live your life with me", romantica e dolcissima. Successivamente esce "On the moon"(2004), album raffinato e pieno d'emozioni: personalmente suggerisco l'ascolto di "Some kind of wonderful" e "He's watching".

E allora, dopo essermi ripetutamente imbattuta in "Goodbye Philadelphia", sorprendedomi ogni volta per quanto fosse bella, mi metto a fare qualche ricerca supplementare e ne viene fuori un'interessante storia personale: le lezioni di piano a tre anni, durante le quali il maestro gli permetteva di suonare qualunque cosa volesse, per non stancarlo con la teoria; la capacità di scrivere musica già a nove anni e l'incontro fortunato con il produttore David Foster, col quale incide proprio "East of angel town", lavoro del tutto originale, con testi e musica scritti da Cincotti. Le sonorità del disco sono molteplici: dal Jazz, al Rock, dal Blues e al Funk.

Grande carisma e talento evidente, ironia e modi educati, fanno di lui un soggetto particolarmente interessante, che attira l'attenzione e ti lascia soddisfatto chi l'ascolta. Offre di sè un'immagine molto raffinata, ma decisamente naturale e genuina, con un sorriso allegro e uno sguardo curioso. Per chi ama il jazz e le sonorità originali, consiglio sicuramente di ascoltare le sue canzoni, che conciliano musica leggera e musica impegnata con ottimi risultati.



Postato da Ale_87 il 18:59



lunedì, 12 novembre 2007

Categoria : indecifrabili, follia




Il calcio è un gioco. E solo un gioco dovrebbe essere. Andare allo stadio è divertente. E solo questo dovrebbe essere. Seguire la propria squadra in trasferta è per partecipare. E solo questo dovrebbe essere.

Invece, l'inciviltà nuda e cruda che sta intorno a questo sport e, purtroppo, intorno a molte cose, ci rende pessimi. Anche noi. Noi che allo stadio ci andiamo una volta l'anno e che scegliamo di non esibire simboli perchè lo sport è grande e perchè si può stare seduti insieme, con fedi differenti, a tifare in pace. La giornata di oggi ha preso una piega macabra. Un ragazzo se n'è andato via per sempre e ancora non si capisce bene perchè. Lui non c'è più e un manipolo di delinquenti (perchè di questo si tratta) se ne va in giro ad assaltare i poliziotti. Il nesso non esiste. C'è una deliberata volontà di fare del male. Di danneggiare. Di inveire. Una protesta armata e violenta che non porta avanti un dialogo, ma getta il panico ovunque e ti fa passare la voglia di essere sportivo. Non c'è stato rispetto per quel ragazzo...perchè si è voluto strumentalizzare il fatto. E per giunta senza conoscerne le dinamiche precise. E' una follia che dilaga e ci trascina dentro tutti, rendendoci sempre più disillusi e impotenti.

Oggi ero a Parma - Juventus. Tutto tranquillo. Qualche coro di protesta. Un paio di striscioni "Vergogna" e "La morte è uguale per tutti". Punto. Si può dissentire senza essere violenti. Senza fretta. Senza affanno.

 



Postato da Ale_87 il 00:31



martedì, 06 novembre 2007

Categoria : dedicato a te, amore improvviso




Io sono fatta così. Mi basta anche uno sguardo. Appena un paio di giorni per decidere. Chiamiamolo istinto. E allora ti ho visto lì seduto, a tre passi. Ed eri bello. Così semplicemente. Bello da vedersi. Eppure così normale. Soprattutto non artefatto. L'interesse è nato così per caso. Tanto perchè mi sono guardata intorno ed eri là. E mi è bastato incontrarti un'altra volta o due. Forse ci eravamo già incontrati prima...ma eri passato inosservato. E' questione di momenti. Del momento giusto per vedere qualcosa. E allora? Che vogliamo fare? Il mio istinto sceglie amori ciechi e appassionati...ma senza futuro e, soprattutto, senza inizio. E' così che va. Forse perchè ho solo paura. O forse perchè l'apparenza inganna davvero. Non lo so dire. E so che io non mi farò avanti. Questa volta no. Dagli errori si impara e io non voglio perseverare. Ho già dato e non è servito. Vorrei solo che andasse, per una volta, come nei film. Lei e lui s'incontrano e s'innamorano. Punto. Niente paranoie. Perchè nella realtà è tanto difficile? Solo un happy ending. E invece. Basterebbe, domani, vederti arrivare in biblioteca e sederti di fronte a me, o di fianco. Basterebbe che mi guardassi e sorridessi. E basterebbe che mi chiedessi un inutile temperamatite per temperare una matita che ha già la punta. Basterebbe poco poco. "Ti va un caffè?". E inizierebbe, una volta tanto, così. Così semplicemente.

Postato da Ale_87 il 23:19



sabato, 20 ottobre 2007

Categoria : indecifrabili




A quanto pare, il caro ministro di Grazia e Giustizia, l'ormai tristemente noto Clemente Mastella, afferma che per il bene del paese è meglio "andare a rivotare". Mi compiaccio di tanta premura per il popolo italiano. Finalmente è uscito allo scoperto. E' passato, in sostanza, dall'altra parte. Evidentemente ha capito che qua nessuno si fa prendere per fesso e che, dopo essere diventato il bersaglio di numerose critiche e invettive, gli conveniva studiare una nuova strategia. E si sa che Berlusconi, altrimenti detto Psiconano, di strategie se ne intende. Così finalmente Mastella ha trovato il suo ideale compagno di merenda, unendosi al tanto amato tormentone "il governo cadrà". Patetico. Come il suo blog con filtro dei commenti...tant'è che per ogni post si registrano al massimo una quindicina di risposte. Chissà come mai...il caro ministro ha giustificato la presenza della "censura" adducendo a motivazioni tecniche, perchè "non si può fare questo lavoro con centinaia di commenti al giorno". Bhè, allora! Ma c'è sempre speranza, perchè i commenti saranno sicuramente pubblicati se verrà usato un linguaggio educato e non volgare, anche se si tratterà di critiche aspre. Peccato che non ci sia possibilità assoluta di verificarlo. E, tra l'altro, un blog con filtro-commenti non è un blog. Chissà perchè Corrias, Gomez e Travaglio nel loro sito VOGLIO SCENDERE, ricevano centinaia di commenti giornalieri senza fare una piega. C'è verità e verità. Questo è. Bisogna riconoscere a Mastella, inoltre, la qualità del tempismo. E già! Abbiamo capito che questo governo è in crisi. In molti paventano la fantomatica CADUTA, mentre Prodi, stoicamente, si prodiga in affermazioni ottimiste e rassicuranti (?) e intanto dei fatti si fanno interpretazioni...talvolta anche scadenti. Così, in questo clima antipolitico - un termine alquanto in voga - e decisamente difficile per i signori del Parlamento, il buon Clemente fa il salto di qualità prima che sia troppo tardi. Quando, e se, il governo cadrà lui sarà sistemato. La poltrona, si sa, è quella che conta. Uno che viene da Ceppaloni, che se non avesse lo stipendio da parlamentare ("forse ci pagano un po' meno del giusto", disse in quel di Porta a Porta) non potrebbe permettersi di fare il politico per l'impossibilità economica di andare e venire da Roma e di soggiornarvi per diversi giorni a settimana, non può certamente rinunciare a cotanti privilegi e quattrini. Lui, poveretto, si sente una vittima sacrificale e dal momento che anche i colleghi di sinistra fanno orami fatica a dire una parola buona, tanto vale mandarli a quel paese e guardare avanti, laddove lo Psiconano troverà certamente la soluzione e, soprattutto, un nuovo promettente incarico per lui.

Postato da Ale_87 il 11:13



venerdì, 19 ottobre 2007

Categoria : follia




Come si può essere tanto freddi e ossessivi nel riproporre atteggiamenti tanto irritanti? Come si può sorvolare? Come si può far finta che non abbiano significato? Come faccio ad affermare le mie idee e la mia propensione alle cose se per qualcuno queste idee e queste propensioni paiono sempre così sbagliate? Quale valore devo dare alle mie scelte? In che termini devo ragionare per sentirmi un po' meno stupida di come mi sento? Se ti è sbattuta la porta in faccia con assoluta mancanza di rispetto, se la discussione è troncata sul nascere, se la discussione è iniziata ben sapendo che, in ogni caso, mi sarebbe stato dato torto, come si può essere convinti di un pensiero senza pensare, appunto, che sia necessariamente un pensiero inutile e comunque sbagliato? Francamente sono stanca di questa lotta fratricida e a senso unico. Un fiume di invettiva sta facendo forza contro queste dita...perchè avrei voglia di scrivere ingiurie e canzonamenti senza contegno. E invece mi contengo perchè adesso inizia l'indifferenza. Non avrà attenzioni da me. Nè regali di compleanno.

Postato da Ale_87 il 19:48